Serie A

4 MAGGIO 1949, GRANDE TORINO NELLA LEGGENDA

Il 4 maggio 1949 l'aereo contenente i giocatori del Grande Torino si schianta sulla collina di Superga, consegnando la squadra nella leggenda

Nella storia del calcio tutte le grandi squadre hanno visto iniziare e finire i loro ciclo, ma solo una può dire di essere stata veramente sconfitta dal destino. Il club in questione è sicuramente il Grande Torino, il leggendario squadrone che nella seconda metà degli anni Quaranta ha restituito entusiasmo, passione e popolarità al gioco del calcio, in un paese ancora traumatizzato dagli orrori della guerra, e che arrivò a fare parte addirittura per dieci undicesimi della nazionale italiana. Ancora oggi, a distanza di più di 70 anni, questa squadra viene considerata tra le più forti e mitologiche della storia del calcio, specialmente dai tifosi granata, che hanno ottenuto dopo tante insistenze il permesso dal comune di poter intitolare il proprio stadio col nome appunto del Grande Toro.

Grande Torino, record e ricordo di Superga

La società presieduta da Ferruccio Novo e trascinata in campo dalla leadership di Valentino Mazzola conquistò nel giro di 5 stagioni altrettanti scudetti e una Coppa Italia. La squadra stabilirà in questo ciclo numerosi primati, tra cui i 125 gol segnati in un solo campionato, nel 1947-48, la vittoria con maggior scarto, il 10-0 ai danni dell’Alessandria, e le 89 partite casalinghe senza sconfitte, tra il 1943 e il 1949. Il 4 maggio 1949, pochi giorni dopo lo 0-0 sul campo dell’Inter che è valsa l’ipoteca per la vittoria del campionato, il Grande Torino è ospite a Lisbona dal Benfica per un’amichevole di lusso.

Al ritorno dalla trasferta, complice la fitta nebbia. l’aereo trasportante giocatori e società del Toro si schianta in prossimità della collina di Superga. Saranno 31 le vittime segnalate, insieme a quelle di alcuni giornalisti al seguito. La drammatica fine di quel gruppo ha sconvolto tutta l’Italia. Furono moltissimi infatti ad assistere ai funerali di una squadra, entrata di diritto nell’immortalità collettiva.

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