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SERIE A, TORINO-VERONA: L’ANALISI TATTICA DELLA PARTITA

Analizziamo nel dettaglio lo svolgimento e i momenti salienti di Torino-Verona

Allo stadio Olimpico Grande Torino si sono affrontate il Torino di Juric e il Verona di Baroni. Una partita dai ritmi bassi, con pochissimi spunti offensivi e con due squadre più attente a non prendere gol piuttosto che tentare di rendersi pericolose in avanti. Una partita condita da moltissimi errori, colpisce anche il manto erboso in condizioni pessime, e poca lucidità nell’ultimo quarto di campo.

Risulta molto complicato riassumere il match andato in scena ieri sera. Poche occasioni da gol da entrambe le parti e, in generale, poco spettacolo.

Juric e Baroni, insomma, terminano questa partita con un pareggio che conferma, in qualche modo, la posizione in classifica delle due squadre (1 solo punto di distacco tra le due) e, qualora fosse necessario, dimostra che il lavoro dei due tecnici per portare le proprie squadre a creare azioni d’attacco pericolose sia ancora molto.

Sponda Torino

Juric in conferenza stampa aveva avvisato che sarebbe stata una partita dura, brutta e difficile. Nonostante la premessa, le aspettative erano comunque superiori, con un Torino che si impone nel possesso palla, ma che resta estremamente sterile in fase realizzativa. Lo stesso problema che ha accompagnato i granata durante l’arco di tutta la scorsa stagione con il povero Sanabria costretto a fare gli straordinari per portare a casa punti importanti. Eppure quest’anno al tecnico croato è stata regalata una punta di tutto rispetto e in grado di fare reparto da sola come Duvan Zapata.

A mancare, forse, sono proprio gli uomini di maggior fiducia del mister e le sue esplicite richieste di mercato. A partire da Vlasic, acquistato in estate per una cifra vicina ai 13 milioni di Euro, proseguendo con Ilic, anche lui arrivato per una cifra simile a quella del compagno. L’apporto dei trequartisti è minimo. Se Radonjic non è in serata risulta essere più dannoso che di aiuto. Seck, dimostra doti interessanti, ma rimane estremamente acerbo e poco incisivo in avanti. Ricci è irriconoscibile rispetto a quello visto lo scorso anno.

Come se tutto ciò non bastasse, piove sul bagnato in casa Toro che, dopo gli infortuni in difesa di Djidji, Zima e Buongiorno, si aggiunge quello di Sazonov uscito nel primo tempo dopo un pestone rimediato in uno scontro di gioco. Insomma, la situazione in difesa è preoccupante, soprattutto in vista del prossimo match che il Torino dovrà affrontare: il derby di sabato sera con la Juventus.

Juric dovrà risistemare le cose in vista dei prossimi impegni per far tornare il suo Torino ad essere la squadra che tutti noi conosciamo, in grado di mettere in difficoltà tutte le squadre di Serie A.

Sponda Verona

Baroni si presenta al Grande Torino con un modulo speculare a quello di Juric, un 3-4-2-1 solido e rognoso. Tutti e 11 i giocatori schierati dal tecnico scaligero scendono in campo con un solo obiettivo: tentare in ogni modo di ostacolare il gioco del Torino senza subire gol.

Il Verona arrivava da tre sconfitte e un pareggio, con un evidente difficoltà in fase realizzativa. Baroni era chiamato a tentare di migliorare in tal senso la prestazione dei suoi. Il suo compito si realizza a metà: torna a Verona senza aver subito gol, avendo ostacolato egregiamente le rare incursioni granata, ma portando con sé il problema in zona gol. Cruz, in particolare, non riesce mai a rendersi pericoloso, anche grazie ad un’ottima partita di Schuurs. Suslov è invece chiamato a compiere un gioco più difensivo. È proprio lui uno dei migliori in campo sponda Verona, recupera palloni e pressa chiunque gli capiti a tiro in maniera molto efficace.

Con l’ingresso nella ripresa di Djuric, il Verona cambia tattica offensiva e inizia a ricercare il gigante bosniaco con lanci lunghi sui quali molte volte riesce ad arrivare prima dei difensori granata. Da sottolineare il bellissimo gesto atletico in rovesciata che però si spegne tra le braccia di Vanja.

Baroni avrà da lavorare molto per rendere il suo Verona più cinico e pericoloso in avanti, ma le basi per giocare un campionato di buon livello ci sono tutte.

(Fonte immagine: Virgilio Sport)

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